Israele solleva il caso dei suoi profughi al tavolo del negoziato
Sinagoghe in fiamme, vetrine di negozi in frantumi, folle che si danno al linciaggio al grido di “morte agli ebrei”, profughi che fuggono con poco più che i vestiti che indossano. Il copione è quello dei pogrom della Russia zarista o della Notte dei cristalli nella Germania di Hitler, ma lo scenario è più vicino nel tempo. Si è ripetuto dal Nordafrica al Medio Oriente, dal Marocco all’Iran, e ha portato negli ultimi sessant’anni all’esodo di qua si un milione di ebrei dal mondo arabo.
